venerdì, febbraio 22, 2008

Stop when you cease to amaze me

In principio furono i The National, seguiti a ruota dai Vampire Weekend. Cavalcare l'Onda suonando su piccole imbarcazioni a vela. Ma quando si passa ai traghetti arrugginiti al largo di Seattle è ora di voltare pagina. Lo Yacht è morto: anche alla Blogothèque dovrebbero rendersene conto.

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mercoledì, novembre 14, 2007

Citay "Little Kingdom"

I Citay, partoriti un paio d'anni orsono dalla mente di Ezra Feinberg (Piano Magic) arrivano da San Francisco e, dopo un applaudito esordio omonimo del 2006, escono in questo mese di novembre con il secondo lavoro: "Little Kingdom", licenziato per la Dead Oceans.
Fellatio a destra e fellatio a sinistra anche per il nuovo album. Pitchfork scomoda addirittura un 7.8! A noi lascia a bocca aperta. Si, ma anche con la bolla al naso e gli occhi serrati, da quanto ci siamo annoiati.
Immaginate i Jethro Tull sfiniti, con tanto di pifferi e flauti traversi, ma spolpati dal vincolo di essere una rock band e, soprattutto, senza i licks vincenti di Ian Anderson.
Bollo il disco come progressive folk. Potrebbe anche non essere così appropriato, ma trasmette quella sufficiente sensazione di nausea da rendermelo antipatico al primo ascolto. Una colazione indigesta, costellata da lunghe suite strumentali, un tappetto psichedelico e pesante su cui vengono intarsiati noiosissimi arpeggi di chitarra. Che poi da quando in qua si intarsia su di un tappeto, al più sulla Legna.
Le infrequenti apparizioni alla voce non sollevano di certo le sorti di un disco che, or ora mi chiedo: ma chi me lo ha fatto ascoltare?

[mp3] "Little Kingdom"

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martedì, novembre 06, 2007

Pants Yell "Alison Statton"

Cioè. Uno ci prova anche al momento di premere play a risvegliare una parvenza di spirito critico, a guardare le cose con un certo distacco.
Quando si tratta dei Pants Yell! però è inutile, o almeno lo è per me. Sono disarmanti.
Il loro nuovo disco, Alison Statton, uscirà nei negozi (see, vabbè) il 4 dicembre per Soft Abuse, e non per la solita Asaurus, ma le coordinate si spostano di poco. Ad un primo ascolto sembra leggermente più rotondo e pieno, nei suoni come negli arrangiamenti. Forse un colpo di genio in meno rispetto a Recent Drama; le guance diventano appena meno rosse, ma ripeto: si tratta solo di un primo ascolto. E le aspettative sono alte, molto alte, forse troppo. In fondo, già scoprirsi sorridenti, con la testa appoggiata al finestrino, mentre lì fuori, sulla provinciale, è tutto un imbottigliarsi di lamiere e clacson, mi porta a pensare che ci converrà impararle a memoria queste 11 carezze. Penso ai baci ghiacciati che ci daremo tra un mese, penso che con questo disco aspetteremo la primavera. Senza fretta.

[mp3] "The Royal We"
[mp3] "Two French Sisters"

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venerdì, settembre 14, 2007

Enon "Grass Geysers... Carbon Clouds"

Ricordo ancora quando qualche anno fa acquistai "Hocus Pocus". Ricordo quanto lo caricai di aspettative e ancora di più la delusione che accompagnò i primi (e pressochè unici) ascolti. Da quel momento degli Enon persi le tracce. Mi giunse voce di una compilation di singoli, o qualcosa di simile, uscita un paio d'anni orsono, ma per quel che ne sapevo potevano anche essersi sciolti, d'altronde non si trattava certo di una delle line-up più stabili d'America.
E invece eccoteli di nuovo, con un album appena sfornato che uscirà il 9 ottobre, al solito per Touch & Go. Il titolo è "Grass Geysers... Carbon Clouds" e, se la memoria non mi inganna, si tratta del quarto album in studio della band.

C'è il j-pop made in Usa dei Deerhoof, depurato delle acrobazie sterili e cacofoniche e strutturato in canzoni. C'è divertimento e velocità, c'è compattezza, c'è pure la giusta dose di gruva, e mi sento di dirlo pur senza aver capito a fondo cosa sia poi questa gruva. Forse tutto d'un sorso è una botta ormonale, ma i dubbi che si tratti di un bel disco non sussistono. Nei giorni andrà riascoltato e digerito, ma oggi si va a letto col sorriso.

[mp3] "Mirror On You"
[mp3] "Mr. Ratatatatat"
[mp3] "Paperweights"

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venerdì, luglio 06, 2007

Ripped Daydream

Me l'avessero detto non ci avrei creduto. Dopo un'ora e mezza di entusiasmante riesumazione di Daydream Nation, i Sonic Youth suonano mezzo Rather Ripped. E chi segue questo blog, o meglio ancora chi si ricorda la mia top 10 del 2006, sa quanto tenga a Rather Ripped.

[mp3] Sonic Youth "Silver Rocket"

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martedì, maggio 15, 2007

Rocky Votolato "The Brag & Cuss"

Per oggi ho di che sfamarmi. Chiudo le fanze, chiudo il feedreader, e si, forse sarebbe il caso di chiudere anche soulseek. Non voglio altri dischi, mi basta questo.
Il nuovo album di Rocky Votolato viene descritto qua e là come più arioso e orchestrato rispetto a quel capolavoro per chitarra ed armonica di Makers, della cui essenzialità mi ero perdutamente innamorato l'inverno scorso. Potrebbe essere un problema, ma non voglio costruirmi griglie d'ascolto. Quindi scusatemi se oggi sarò irreperibile, ma mi ci butto a capofitto. Ne riparleremo.

[mp3] Silver Trees

The Bragg & Cuss
uscirà per Barsuk il 19 giugno.

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giovedì, maggio 10, 2007

T.D. Reisert

Leggo il nome e penso ad un reduce dell'era krauta. Premo play e sento il fratello di Jason Molina. Spiazzato. E incantato.

[mp3] T.D. Reisert - Concordat

T.D. Reisert non è calvo nè tedesco, dettagli che davo inizialmente per scontati. Viene dall'Ohio. Da Cincinnati, ad essere pignoli. Da queste parti lo si scopre con un ritardo clamoroso, ma ci accompegnerà all'estate, con calma. Quella calma che permea le sue canzoni, a metà strada tra Songs:Ohia e il Neil Young più dilatato.
C'è un particolare, inoltre, che me lo rende ancora più simpatico: tutta la sua discografia (pubblicata dalla newyorkese 80H Records), che al momento comprende un LP (Alahee, 2006) un EP (Temperance Union, 2005) e un singolo (Conneaut, 2004), è scaricabile gratuitamente in formato mp3 dal sito dell'etichetta.

Fatevi sotto, pertanto.

A breve uscirà un nuovo singolo, "To Sleep the Sleep", già in streaming sul suo myspace.

T.D. Reisert Official Site
Myspace Page

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venerdì, aprile 13, 2007

Sir Salvatore

Vista l'ondata di newgazers che da San Francisco è giunta alle mie orecchie nelle ultime settimane, pensavo che da quelle parti non si suonasse altro, e invece stamane, nella casella di posta, la smentita.

Si chiamano Sir Salvatore e sono un quartetto di recente formazione. Il 23 aprile è prevista la pubblicazione del primo EP "Those Men Are Not Astronauts". Nel frattempo, ci regalano due tracce: un convincente e scoppiettante singolo, "Hooray This Projector", che, chiudendo gli occhi, potrei quasi piazzare in un sobborgo occidentale di Londra, e "Public Key", decisamente meno interessante, da emokids in sbattimento sentimentale, anche se poi probabilmente il testo parlerà di tutt'altro.

[mp3] Hooray This Projector
[mp3] Public Key

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lunedì, marzo 26, 2007

lunedi uggioso a bassa fedeltà

Niente Bologna, allora (non solo lo dico sempre, lo scrivo anche).
Maledetto pallone.

La notizia positiva di giornata è l'ufficializzazione del Passengerseat Party!. Che programma amici, che lusso. The Phonograph e Fresh Air of Hiroshima sul palco e il sottoscritto con Ilaria a mettere i dischi per ballare fino a tardi. Ne riparleremo, comunque. Intanto tenetevi liberi per domenica 22 aprile.

Un po' di musica. Contro questa pioggerellina, contro i ladri che scassano le portiere e poi manco riescono a far partire le macchine, contro le solite banalità di Alberoni.

Lo-fi per budget, più che per scelta:

Gli Old River School stanno in California e cercano un bassista. Quindi se siete stufi della vostra italietta provinciale, se avete un motivo valido per scappare e, soprattutto, sapete suonare il basso, ecco l'annuncio che fa per voi. Le chitarre sono parecchio simpatiche:

[mp3] "If I Did It"
[mp3] "Twisting Ankles"

I Mouthful Of Bees sono degli emeriti sconosciuti, ma con tutta l'apicoltura che ci gira attorno in queste settimane, meritano una chance. Scopro allora un quartetto di Minneapolis, che pubblica per l'etichetta locale Afternoon Records e regala un pezzo da scaricare tanto infedele quanto indispensabile.

[mp3] "The Now"

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giovedì, febbraio 15, 2007

Uzi & Ari @ La Casa 139, Milano - 25 febbraio 2007

Glitch folk è senza dubbio un’etichetta suggestiva.

Gli Uzi & Ari vengono dal Texas, hanno pubblicato nel 2006 il secondo LP “It Is Freezing Out” per l’etichetta Crying Girl, universalmente riconosciuto come una delle produzioni più vicine a “Kid A” dei Radiohead. Radici folk, dilatate e riverberate, a disegnare un ibrido sonoro con shoegaze e indietronica. I Postal Service più sabbiosi, gli Akron/Family scossi da saette convulse.

Uzi & Ari – Mountain/Molehill (da "It Is Freezing Out", Crying Girl, 2006).


L'elenco completo delle date:

22 febbraio @ Skontro, Perugia
23 febbraio @ Villa Serena, Bologna w/Amycanbe
24 febbraio @ Vibra, Modena
25 febbraio @ La Casa 139, Milano w/Olek e Paolo Saporiti

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mercoledì, gennaio 31, 2007

giov is a podcaster too


Riassunto: un paio di settimane fa chiedo a giov, prolifica e saporita penna di indieforbunnies, di partecipare al podcast domenicale in collegamento telefonico per presentare un disco.

Non si può fare - mi risponde - domenica proprio non posso, ma se vuoi ti preparo un contributo registrato e tu lo monti in puntata.

Detto, fatto: mi arriva via mail una puntata intera, nella quale, volendo, avrei potuto inserirmi, ma anche no.

Respingo allora l'ennesimo tentativo di espropriazione del podcast e decido di conservare per un'occasione migliore questa perla di radiofonia indipendente, di farvela gustare separatamente e tutta d'un fiato.

Ecco, il momento è arrivato.

Gustatevi giov e Taylor Sorensen (mp3 file)

Taylor Sorensen MySpace

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mercoledì, gennaio 17, 2007

cold war kids

Lo spacchetto con ansia, perché nonostante ne abbia sentito molto parlare, non ho ancora ascoltato una singola nota.

I Cold War Kids vengono da Long Beach, California, e saranno presto in Europa per accompagnare i Clap Your Hands Say Yeah in tour, Italia esclusa ovviamente.

Parte la prima traccia e mi viene voglia di restituire il pacco al mittente. In pratica una outtake dei Maroon 5. Sconcertante come biglietto da visita.

Parte la seconda traccia e decido di fermarmi qui, ma solo per ascoltarmela per il resto della serata, per ballarla con movimenti lunari e quadrati, pensando a Tom Verlaine ad un festino con gli Who Made Who. Devastante.

Se non ci credi, ascolta:

Cold War Kids “Hang Me Up To Dry” (da Robbers and Cowards, Downtown Records, 2006)

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