Citay "Little Kingdom"

Fellatio a destra e fellatio a sinistra anche per il nuovo album. Pitchfork scomoda addirittura un 7.8! A noi lascia a bocca aperta. Si, ma anche con la bolla al naso e gli occhi serrati, da quanto ci siamo annoiati.
Immaginate i Jethro Tull sfiniti, con tanto di pifferi e flauti traversi, ma spolpati dal vincolo di essere una rock band e, soprattutto, senza i licks vincenti di Ian Anderson.
Bollo il disco come progressive folk. Potrebbe anche non essere così appropriato, ma trasmette quella sufficiente sensazione di nausea da rendermelo antipatico al primo ascolto. Una colazione indigesta, costellata da lunghe suite strumentali, un tappetto psichedelico e pesante su cui vengono intarsiati noiosissimi arpeggi di chitarra. Che poi da quando in qua si intarsia su di un tappeto, al più sulla Legna.
Le infrequenti apparizioni alla voce non sollevano di certo le sorti di un disco che, or ora mi chiedo: ma chi me lo ha fatto ascoltare?
[mp3] "Little Kingdom"
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