mercoledì, novembre 14, 2007

Citay "Little Kingdom"

I Citay, partoriti un paio d'anni orsono dalla mente di Ezra Feinberg (Piano Magic) arrivano da San Francisco e, dopo un applaudito esordio omonimo del 2006, escono in questo mese di novembre con il secondo lavoro: "Little Kingdom", licenziato per la Dead Oceans.
Fellatio a destra e fellatio a sinistra anche per il nuovo album. Pitchfork scomoda addirittura un 7.8! A noi lascia a bocca aperta. Si, ma anche con la bolla al naso e gli occhi serrati, da quanto ci siamo annoiati.
Immaginate i Jethro Tull sfiniti, con tanto di pifferi e flauti traversi, ma spolpati dal vincolo di essere una rock band e, soprattutto, senza i licks vincenti di Ian Anderson.
Bollo il disco come progressive folk. Potrebbe anche non essere così appropriato, ma trasmette quella sufficiente sensazione di nausea da rendermelo antipatico al primo ascolto. Una colazione indigesta, costellata da lunghe suite strumentali, un tappetto psichedelico e pesante su cui vengono intarsiati noiosissimi arpeggi di chitarra. Che poi da quando in qua si intarsia su di un tappeto, al più sulla Legna.
Le infrequenti apparizioni alla voce non sollevano di certo le sorti di un disco che, or ora mi chiedo: ma chi me lo ha fatto ascoltare?

[mp3] "Little Kingdom"

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martedì, maggio 29, 2007

Fake Empires

Qui è ora di darsi delle regole. Per trenta secondi ti balena anche l'idea che i Queens Of The Stone Age siano usciti completamente di cotoletta, che abbiano fatto un disco merdosissimo di crossover messicano. Poi ti rendi conto che quello che stai ascoltando E' un disco di merdosissimo crossover messicano, roba da hoyo funky delle periferie di Città del Messico, solo taggato come fosse Era Vulgaris.
Neanche il tempo di ascoltarlo e quindi di accorgerti che il torrent scaricato è robaccia, che già cinque o sei utenti si infettano via slsk. Quando si dice marketing virale.
Mi sfugge un po' lo scopo del tutto, visto che questi simpaticoni non infilano da nessuna parte un accenno alla loro identità, ma ora non ho tempo di perdermi in manfrine, devo tornare a riflettere su una questione vitale: recensire un disco in maniera troppo lineare ed esauriente è o non è tremendamente 1.0?

[mp3] Queens of the Fake Age "Sick, Sick, Sick"

aumtikitumaumbaumba, aumtikitumaumbaumba... scatenatevi!

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martedì, dicembre 12, 2006

Voi chiamatela recensione + Vancouver Nights mp3

E’ online da questa mattina la mia prima recensione per Indieforbunnies. Correte a leggerla, ma soprattutto correte a comprarvi il disco dei Pecksniff. Travolgente.

Siccome ha incuriosito il paragone con i Vancouver Nights, vi lascio con un piccolo regalo. Così quando avrete consumato le undici tracce di “Honey You’re Murdering Me” vi resterà qualcosa da rispolverare per continuare a giocare.

Vancouver Nights “A Room of One’s Own”

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