venerdì, novembre 10, 2006

Ho Bert Jansch questa mattina in macchina. Avevo bisogno di qualcosa di intimo e dolce, per sconfiggere il senso di disorientamento che questo posto mi induce. Questo posto si chiama Politecnico di Milano ed è dove, tra pochi minuti, farò uno di quegli incontri che trasformano un'amicizia virtuale, nata da qualche interesse in comune, in un rapporto personale fatto di strette di mano, sorrisi e momenti condivisi. C'è un bel salto, come dicevo con qualcuno un paio di giorni fa. C'è un bel salto, perchè non sai cosa aspettarti. C'è un bel salto, perchè non è assolutamente detto che due persone che hanno molte passioni in comune vadano d'accordo. C'è un bel salto, perchè due blogger hanno il vizio raccontare a tutti i loro cazzi e ci vorrebbe un mediatore.
Ed eccoci al Politecnico quindi. Abbiamo frequentato gli stessi luoghi e le stesse aule per anni, senza mai incrociarci, o senza riconoscerci per lo meno. Vorrei parlare poco di università oggi. In quest'ultimo periodo mi sta veramente prosciugando ogni risorsa mentale; spero di parlare di rock 'n' roll, dei suoi Bios, del nostro podcast, di qualche bel disco o bel concerto.
C'è un problema però: sono dannatamente in orario, e questo è proprio poco rock 'n' roll. Così, mi perdo un istante a scrivere due righe. Arriverò con cinque minuti di ritardo, come ogni vip che si rispetti, come penso farà lui.

2 Comments:

Anonymous brassy said...

Io sono sempre in anticipo...

6:30 PM  
Anonymous dhinus said...

ahahh leggo solo ora... beh mi sa che abbiam parlato troppo di università allora! per il ritardo la prossima volta prenditela pure con comodo che come ti ho detto ieri io in genere ho un fuso orario di mezz'ora ed è stata un'eccezione che fossi (quasi) puntuale. :)

2:15 PM  

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