venerdì, giugno 15, 2007

farewell to all my friends...

Saluto mia madre con gli occhi lucidi. No, non si tratta di malinconia, mai sofferto di malinconia, specie in partenza. E' questa maledetta influenza che mi ha steso un paio di giorni fa e ancora non intende abbandonarmi.
Destinazione Parigi, aereoporto di Orly.

Al Gate mi imbatto in un fan club italiano dei Rolling Stones, che domani sera suoneranno allo Stade de France. Uomini e donne sulla cinquantina, aspetto pulito e acconciature impiegatizie. Decido di spegnere l'iPod e di origliare con discrezione. In fin dei conti mi interessano. Mi interessa capire cosa ci possano trovare nel seguire un gruppo di dinosauri in giro per l'Europa. Non riesco a venirne a capo, ma scopro particolari interessanti. C'è una specie di gerarchia all'interno del fanclub, per esempio. Il grado viene stabilito pesando il numero di concerti visti per l'età. Scopro che ci sono persone che sfiorano i 50 (!) concerti visti e, vi garantisco, si tratta di fan che prima dell'82/83 erano incapaci di intendere e di volere. C'è il timido veneziano che con il concerto di domani sale a 1.5 (tanto di cappello), c'è un ragazzo di 22/23 anni che totalizza un 2.2 (ovazione al Gate), ma nessuno, ancora nessuno cazzo, che in Italia infranga il muro del 3.0... ma che razza di fan siete...
Io con il mio 0.04, vale a dire un concerto in 25 anni, credo di aver già dato abbastanza, specie al botteghino.

Arrivo ad Orly in leggero ritardo. La prima tappa è la Fnac di Rue de Rennes. Devo ritirare i biglietti per stasera. Vado a memoria, quindi a spanne. Prendo la RER fino a Denfert-Rocherau e da lì la metrò fino a Montparnasse. Trovo la Fnac, ritiro i biglietti e comincia a diluviare. Non ci voleva questa. Sento già i brividi al solo pensiero di una ricaduta violenta. Opto per un giro all'interno dello store, cerco di sperimentare il metodo Frensis per contaminarmi con qualcosa di indigeno, ma il pop cantautoriale francese che mi passa per le mani fa veramente cagare e, scoraggiato, decido di passare dall'albergo. Di nuovo metrò, fermata Madeleine, cinque minuti a piedi e mi impossesso di una stanza tenerissima a due passi da Place Vendome. No, no è il Ritz, tranquilli.
Trovo anche un regalo sul letto e una connessione velocissima wi-fi da scroccare a piacimento. Un post mi sembrava d'obbligo. Come ora mi sembra d'obbligo una crèpe. Da qui a Le tryptique c'è solamente un chilometro. Posso mangiarmela con tutta calma...

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1 Comments:

Anonymous suicidejude said...

emmacheinvidiaaa!
aparte ciò: I'm speechless ^^
fattela buona à Paris (la crepe, intendo)
bisous,
suicidejude

8:48 PM  

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